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   home > il teatro di animazione > Le Maschere > Le Maschere dell'Ottocento


Vincenzo Pacchiana e Majno della Spinetta, infatti, furono due briganti vissuti durante l'invasione napoleonica, le cui vite e le cui gesta diventeranno opere teatrali.
Sono anche creati testi appositamente per aumentare il repertorio a causa del sostare degli artisti nella stessa piazza e nello stesso paese a volte anche per mesi.
Se per le compagnie di burattini ciò significa avere almeno una trentina di burattini per mettere in scena 100-150 produzioni, ben diverso è la situazione delle compagnie di marionette, che devono avere una dotazione di almeno 200 marionette, con relative scenografie e costumi per ogni titolo e un vasto contorno di oggetti scenici (armi, mobili, macchine per i rumori, per il fumo…). E' per questo motivo che solo le compagnie di burattinai, mediamente composte da due persone, possono portare gli spettacoli anche nei centri più piccoli. I marionettisti, invece, hanno costi di gestione della compagnia più elevati e operano, perciò, nei centri più popolati, dove spesso hanno bisogno anche di una struttura teatrale (palcoscenico, graticciato, platea…).

Per questo la natura delle compagnie marionettistiche predilige la stanzialità nei centri urbani, che consente loro un maggiore bacino di utenza di pubblico e la possibilità di trovare teatri attrezzati. Inoltre i costi e la fatica dovuta ai vari spostamenti, nell'arco dell'anno, si riducono. Prevale quindi la presenza delle compagnie di marionettisti nelle città, mentre quelle di burattinai possono permettersi di operare anche nei piccoli centri. Non è quindi una differenziazione del pubblico che determina la differenza tra marionette e burattini.

Alla luce dei più recenti studi non è più sostenibile la tesi che i burattini si rivolgono a un pubblico popolare mentre le marionette a un pubblico colto. Ritroviamo infatti compagnie marionettistiche, dalla metà del Seicento portare i loro spettacoli al più vasto pubblico. La compagnia Briocci, ad esempio, partita da Bologna, si trasferisce a Parigi dove diventa stanziale alla Foire di Saint Germani, andando anche a divertire il figlio del re di Francia. Così Luigi Campogalliani di Carpi di Modena, assieme ai suoi figli porta gli spettacoli anche nelle piazze e nei teatri di provincia, ma si reca anche nel palazzo estivo del Duca di Modena per divertire i cortigiani.




Le nuove maschere sono inizialmente personaggi contadini che assumono nel tempo aspetto, stile e linguaggio cittadini. Ma mentre nel palcoscenico delle marionette il processo di ingentilimento e borghesizzazione è evidente e definitivo, nella baracca dei burattini i personaggi non diventano mai del tutto cittadini, ma restano popolani, alle prese con le vicende della piccola realtà della camapagna.
Il teatro è trasformato. Una nuova era lo attende e le nuove maschere hanno già iniziato a muoversi sulla scena.

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