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Signorelli
Maria (Roma 1908 - ivi 1992), burattinaia.
Svolge dapprima un'intensa attività come scenografa e costumista
teatrale, poi, nel 1937, incomincia ad affiancare a questo lavoro
una ricerca sul teatro d'animazione, con sperimentazione di spettacoli
con burattini da lei creati. Dieci anni dopo fonda l'Opera dei burattini,
che diviene un importante punto di riferimento per le prime iniziative
e sperimentazioni di nuovo teatro con marionette e burattini in
Italia. Realizza quindi varie produzioni cinematografiche e televisive.
A questa attività teatrale, S. unisce un continuativo impegno
di ricerca anche storica, oltre che tecnica ed espressiva, sul nostro
teatro d'animazione e riunisce una collezione importante di burattini
e marionette. Ha al suo attivo molte pubblicazioni sul teatro d'animazione,
anche di carattere pedagogico; ha curato varie mostre di rilievo
nazionale e, nell'assieme, il suo lavoro ha costituito un contributo
di grande rilievo sia per la conoscenza e la conservazione della
nostra tradizione del teatro di burattini e marionette sia per il
suo rinnovamento.
Sarzi Otello (Visiago 1922),
burattinaio.
Figlio di Francesco (Mantova 1893-ivi 1983), a sua volta figlio
di un altro burattinaio, Antonio (Mantova 1863). Muovendo da una
conoscenza profonda del repertorio e dello stile tradizionale (che
sa presentare in modo mirabile), raccolta in famiglia, S. ha svolto
un ruolo assolutamente determinante nel rinnovamento del nostro
teatro d'animazione. Già nel 1953, fonda a Chiusi un Teatro
stabile di burattini e marionette, ma è nel 1957, a Roma,
che inizia la sua opera creativa e innovativa con il Teatro sperimentale
burattini e marionette, anche con la collaborazione di Maria Signorelli
che mette in scena testi di Brecht (Un uomo è un uomo), García
Lorca (Il teatrino di Don Cristobal) e Arrabal (Pic-nic). La compagnia
intraprende tournée all'estero con spettacoli musicali dei
Virtuosi di Roma e, nel 1969 si stabilisce presso Reggio Emilia,
alternando presenze nazionali e internazionali - oltre che in quasi
tutti i Paesi europei, S. ha portato il suo teatro in India, in
Africa, negli Usa, invitato ai più importanti festival -
a un'attività didattica (seminari di costruzione e di animazione
dei burattini nelle scuole) in Emilia Romagna. Frequenti sono le
collaborazioni con la tv italiana e della Svizzera italiana. Numerosi
sono i suoi spettacoli di rilievo, spesso anche tecnicamente molto
complessi, ambiziosi e sempre caratterizzati da un forte impegno
culturale e un'esplicita consapevolezza politica. S. rappresenta
uno dei momenti più alti e importanti nella vicenda del nostro
teatro d'animazione nel secondo dopoguerra e dalla sua esperienza,
direttamente e indirettamente, sono derivate alcune compagnie tra
le più interessanti nel nostro Paese.
Testi tratti da "Dizionario
dello spettacolo del '900" Baldini&Castaldi
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